A Bologna, durante Asphaltica 2026, Autostrade dello Stato ha tracciato una nuova traiettoria per la gestione delle infrastrutture italiane: non più strade che attendono di cedere, ma reti che imparano ad anticipare il pericolo. Attraverso intelligenza artificiale, droni, sensori distribuiti e robotica, la società intende trasformare la manutenzione da risposta all'emergenza a prevenzione sistematica. È un passaggio che interroga il rapporto tra tecnologia e responsabilità pubblica, tra efficienza operativa e sicurezza umana.
Autostrade dello Stato accelera sulla Smart Road con IA, droni e robot
La strada sta diventando un sistema che percepisce e anticipa
Cosa cambia davvero per chi guida ogni giorno su un'autostrada italiana?
Cambia soprattutto la prevenzione. Oggi se una strada ha un problema, lo scopri quando accade — una buca, un cedimento, un incidente. Con il sistema predittivo, il problema viene identificato prima che diventi critico. Per il viaggiatore significa meno interruzioni improvvise, meno code causate da emergenze.
Ma quanto di questo è già operativo? Strive è una piattaforma presentata, ma quanti chilometri di autostrada la stanno usando adesso?
Buona domanda. La sperimentazione è in corso — il robot è stato testato a Mestre a marzo. Non è ancora diffuso su tutta la rete.
E il cane robot? Cosa fa esattamente?
Ispeziona i cantieri e monitora le gallerie con telecamere e sensori. Riduce il rischio per il personale che normalmente farebbe questi controlli in prima persona.
Quindi sostituisce le persone?
No, le protegge. Trasferisce il lavoro più rischioso alle macchine. Un vigile del fuoco in una galleria pericolosa non ha bisogno di essere lì se un robot può fare la ricognizione.
Quanto costa tutto questo?
Non è stato comunicato. Sappiamo che è un investimento strategico, ma i numeri specifici non sono stati divulgati.
E i dati? Chi li possiede, chi li controlla?
Autostrade dello Stato li raccoglie e li usa per decisioni operative. Ma la governance dei dati — chi accede, come vengono protetti — non è stata chiarita nel comunicato.
Quando sarà tutto operativo?
Non c'è una data precisa. Hanno parlato di "dalla sperimentazione all'operatività", ma il timeline rimane vago.
El Pulso
- Le autostrade italiane soffrono da decenni di una manutenzione reattiva che interviene solo quando il danno è già visibile, con costi umani e materiali spesso evitabili.
- La piattaforma Strive raccoglie in tempo reale dati da sensori, droni e sistemi digitali, permettendo all'intelligenza artificiale di segnalare criticità prima che diventino emergenze.
- Robot telecomandati e cani robot dotati di sensori sono già in fase di sperimentazione per supportare i Vigili del Fuoco nelle gallerie e ridurre l'esposizione del personale ai rischi più gravi.
- Il modello punta a costruire un ecosistema in cui infrastruttura fisica e digitale dialogano continuamente, offrendo informazioni aggiornate sia agli operatori che ai viaggiatori.
- La trasformazione è presentata non come fine in sé, ma come strumento: l'obiettivo dichiarato resta rendere la rete più sicura, efficiente e sostenibile per chi la percorre ogni giorno.
A Bologna, durante Asphaltica 2026, Autostrade dello Stato ha tracciato una nuova traiettoria per la gestione delle infrastrutture italiane: non più strade che attendono di cedere, ma reti che imparano ad anticipare il pericolo. Attraverso intelligenza artificiale, droni, sensori distribuiti e robotica, la società intende trasformare la manutenzione da risposta all'emergenza a prevenzione sistematica. È un passaggio che interroga il rapporto tra tecnologia e responsabilità pubblica, tra efficienza operativa e sicurezza umana.
A Bologna, nel contesto di Asphaltica 2026, Autostrade dello Stato ha presentato un piano che ridisegna il modo in cui l'Italia potrebbe gestire le proprie autostrade. L'idea centrale è il passaggio da una logica reattiva — intervenire quando il problema è già emerso — a una predittiva, capace di anticipare le criticità prima che diventino pericolose.
Al cuore del progetto c'è Strive, una piattaforma che integra dati provenienti da sensori, droni e sistemi di monitoraggio digitale, elaborati da algoritmi di intelligenza artificiale per supportare le decisioni operative. Il sistema permette di identificare segnali di deterioramento infrastrutturale con largo anticipo, rendendo la programmazione degli interventi più efficiente e meno dipendente dall'emergenza. L'amministratore delegato Vito Cozzoli ha tenuto a precisare che la tecnologia è uno strumento, non un fine: l'obiettivo reale è una rete più sicura e sostenibile.
Accanto all'analisi dei dati, la società ha mostrato applicazioni concrete della robotica. Un robot a comando remoto, già sperimentato a Mestre lo scorso marzo, è progettato per operare in galleria a supporto dei Vigili del Fuoco. Un cane robot equipaggiato con telecamere e sensori potrà invece svolgere attività di pattugliamento e ispezione dei cantieri, riducendo l'esposizione del personale agli scenari più rischiosi.
Il presidente Carlo Vaghi ha sottolineato come la digitalizzazione serva anche a migliorare la qualità delle informazioni disponibili per chi viaggia e per chi opera sulla rete. La Smart Road che emerge da questo piano non è solo un'autostrada più tecnologica: è un ecosistema in cui dato, infrastruttura e decisione operativa si alimentano in modo continuo, con l'ambizione di minimizzare il rischio di incidenti e ottimizzare ogni intervento.
A Bologna, durante Asphaltica 2026, Autostrade dello Stato ha presentato una visione radicalmente diversa di come gestire le autostrade italiane. Non più infrastrutture statiche che reagiscono ai problemi quando emergono, ma reti intelligenti capaci di anticiparli. Il piano ruota attorno a una trasformazione tecnologica profonda: intelligenza artificiale, sensori distribuiti, droni e robot lavoreranno insieme per trasformare la manutenzione da reattiva a predittiva, cambiando il modo in cui la società affronta la sicurezza stradale e l'efficienza operativa.
Vito Cozzoli, amministratore delegato di Autostrade dello Stato, ha descritto il concetto in termini chiari: la strada sta diventando un sistema che percepisce, raccoglie informazioni, le elabora e anticipa ciò che potrebbe accadere. Ma ha tenuto a precisare che la tecnologia non è il fine in sé. È uno strumento. L'obiettivo reale è rendere la rete più sicura, efficiente e sostenibile. Questo distingue il progetto da una semplice corsa verso l'innovazione fine a se stessa.
Il cuore della strategia è Strive, una piattaforma che integra dati provenienti da sensori, sistemi di monitoraggio, rilievi digitali e droni, con l'intelligenza artificiale che supporta le decisioni operative. La piattaforma trasforma il flusso continuo di informazioni dalla rete in conoscenza utilizzabile. Invece di attendere che un ponte mostri segni di cedimento o che una galleria presenti problemi evidenti, il sistema identifica le criticità potenziali con anticipo. Questo cambiamento — dal reattivo al predittivo — riduce i rischi e rende la programmazione degli interventi di manutenzione molto più efficiente. Carlo Vaghi, presidente di Autostrade dello Stato, ha sottolineato che innovazione e gestione dei dati servono a migliorare l'informazione per gli utenti, la manutenzione predittiva e la sicurezza dei viaggiatori.
Oltre all'analisi dei dati, Autostrade dello Stato ha presentato applicazioni concrete della robotica. Un robot a comando remoto, progettato per operare in ambienti complessi e potenzialmente pericolosi, supporterà i Vigili del Fuoco negli interventi in galleria. Il progetto è stato sperimentato a Mestre lo scorso marzo. Accanto a questo, è stato presentato un cane robot equipaggiato con telecamere e sensori per attività di pattugliamento, ispezione e monitoraggio dei cantieri autostradali. Queste tecnologie trasferiscono alcune attività di controllo e ricognizione dalle persone alle macchine, soprattutto negli scenari caratterizzati da maggiori rischi operativi. Il valore è evidente: ridurre l'esposizione del personale a situazioni pericolose.
Per Autostrade dello Stato, la digitalizzazione rappresenta anche uno strumento per migliorare la qualità delle informazioni a disposizione di chi viaggia e di chi opera sulla rete. Vaghi ha affermato che le concessionarie saranno fondamentali nel futuro per mettere a disposizione dei viaggiatori, di chi lavora in autostrada e del pubblico informazioni sempre più dettagliate sul traffico e sullo stato delle infrastrutture, con l'obiettivo di minimizzare il rischio di incidenti. La Smart Road diventa così un ecosistema nel quale infrastruttura fisica e infrastruttura digitale dialogano in modo continuo. Sensori, droni, sistemi di monitoraggio e algoritmi di intelligenza artificiale permettono di costruire un quadro sempre più aggiornato delle condizioni della rete. Quello che emerge è un modello di gestione dove il dato fluisce costantemente, viene interpretato in tempo reale, e le decisioni operative seguono con tempestività.
Citas Notables
La tecnologia non deve essere un fine, ma uno strumento per rendere la rete più sicura, efficiente e sostenibile— Vito Cozzoli, amministratore delegato di Autostrade dello Stato
Il vero salto di qualità consiste nel passare dalla manutenzione reattiva alla manutenzione predittiva— Vito Cozzoli