Nel silenzio ventoso dell'Islanda, Anne Carson ha appreso di essere la diciannovesima donna a ricevere il Nobel per la Letteratura: un riconoscimento che arriva a coronare una vita spesa a far dialogare il mito antico con la fragilità contemporanea. L'Accademia Svedese ha premiato la poetessa canadese di settantasei anni per aver inventato forme letterarie nuove, capaci di tenere insieme poesia, narrazione e tradizione classica senza che nessuna delle tre soffochi le altre. La sua prima risposta al premio non è stata di celebrazione, ma di cammino nei boschi — e la sua prima decisione, quella
Anne Carson vince il Nobel per la Letteratura: donerà il premio in beneficenza
Ascoltare il silenzio nei boschi, non continuare a urlare
Cosa significa esattamente che Carson ha vinto per aver creato "nuove forme per la letteratura contemporanea"? Quali sono queste forme?
Prendi "Autobiografia del rosso". È un romanzo in versi, non è poesia pura e non è prosa. Mescola il mito antico—Gerione dalle ali rosse—con un adolescente contemporaneo che affronta l'omosessualità. È una forma ibrida che non esisteva prima.
Ma questo non è nuovo in assoluto. Molti poeti hanno mescolato forme. Cosa rende Carson diversa?
La scala e la coerenza. Ha fatto questo per oltre venti libri. "The Albertine Workout" estrae duemilatrecentosessantatre menzioni di un personaggio da Proust e le riordina. È metodica, è creativa, è totalmente sua.
E il fatto che dona il premio in beneficenza—è una dichiarazione politica?
Non lo sappiamo. Ha detto che un amico ha bisogno di una casa e che sostiene Medici Senza Frontiere. Potrebbe essere semplicemente coerente con i suoi valori.
Quello che non sappiamo è se questa decisione era già presa prima di vincere, o se è nata dal momento. L'intervista non lo chiarisce.
Due libri usciranno in Italia nei prossimi mesi. Sono continuazioni di opere precedenti?
"Red Doc>" è il seguito diretto di "Autobiografia del rosso". "Antigonick" è una rivisitazione di Sofocle. Entrambi continuano il suo dialogo con i classici.
Ma non sappiamo ancora come saranno ricevuti. Il Nobel può cambiare la lettura di un'opera, per meglio o per peggio.
Cosa ti colpisce di più della sua carriera?
Che ha insegnato in università, ha tradotto dal greco antico, ha scritto saggistica e poesia, e ha fatto tutto questo con una voce completamente riconoscibile. Non è una cosa che accade spesso.
E che è canadese, la seconda dopo Alice Munro nel 2013. Questo dice qualcosa sulla letteratura canadese contemporanea.
Il Polso
- L'annuncio del Nobel raggiunge Carson in Islanda mentre ascolta il vento, e la sua voce al telefono tradisce una sorpresa autentica, non costruita per le telecamere.
- Dodici milioni di corone svedesi che quasi subito smettono di essere suoi: Carson annuncia la donazione in beneficenza, citando un amico senza casa e il suo legame con Medici Senza Frontiere.
- Il riconoscimento riaccende l'attenzione su un'opera vasta e inclassificabile — oltre venti libri che mescolano Saffo, Edipo, Proust e il dolore matrimoniale in forme che sfidano ogni genere.
- In Italia si prepara una doppia uscita: 'Red Doc>' a novembre 2026 e 'Antigonick' nella primavera 2027, entrambi nuovi capitoli del suo dialogo con i classici.
- Carson diventa la seconda scrittrice canadese a vincere il Nobel dopo Alice Munro, consolidando una tradizione letteraria nordamericana che guarda all'antichità per capire il presente.
Nel silenzio ventoso dell'Islanda, Anne Carson ha appreso di essere la diciannovesima donna a ricevere il Nobel per la Letteratura: un riconoscimento che arriva a coronare una vita spesa a far dialogare il mito antico con la fragilità contemporanea. L'Accademia Svedese ha premiato la poetessa canadese di settantasei anni per aver inventato forme letterarie nuove, capaci di tenere insieme poesia, narrazione e tradizione classica senza che nessuna delle tre soffochi le altre. La sua prima risposta al premio non è stata di celebrazione, ma di cammino nei boschi — e la sua prima decisione, quella di donare il denaro in beneficenza.
Anne Carson, poetessa canadese di settantasei anni, ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura 2026. L'Accademia Svedese l'ha premiata per un'opera «audace e inventiva» che, giocando con la tradizione classica, ha saputo creare forme letterarie del tutto nuove. La notizia l'ha raggiunta in Islanda, dove stava ascoltando il vento. Dalla sua voce, la segretaria permanente dell'Accademia ha percepito sorpresa e gioia genuine.
La prima decisione di Carson riguarda i dodici milioni di corone del premio: li donerà in beneficenza. Seduta nella sua casa di Reykjavík accanto al marito Robert Currie, ha parlato di un amico che ha bisogno di una casa e del suo impegno verso organizzazioni come Medici Senza Frontiere. Alla domanda su come avrebbe festeggiato, ha risposto che sarebbe andata a camminare nei boschi per ascoltare il silenzio.
Nata a Toronto nel 1950, Carson è la diciannovesima donna a vincere il Nobel letterario e la seconda canadese dopo Alice Munro. Ha costruito la sua carriera tra lettere classiche, etimologia e traduzione dal greco antico, insegnando in diverse università. La sua opera attraversa Saffo, Edipo, Gerione ed Euripide, trasformando il mito in specchio del presente. Il suo capolavoro più noto, «Autobiografia del rosso», reinterpreta il mito di Gerione trasformandolo in un adolescente contemporaneo con ali rosse sulla schiena, alle prese con la propria omosessualità. Tra i suoi libri più celebri figurano anche «Vetro, Ironia e Dio», «La bellezza del marito» — che le valse il T.S. Eliot Prize — e «The Albertine Workout», nato da sei anni di lettura mattutina di Proust.
In Italia le sue opere sono state pubblicate da numerosi editori, da Bompiani a La Nave di Teseo, da Utopia a Crocetti. Nei prossimi mesi arriveranno due nuovi titoli: «Red Doc>», il seguito di «Autobiografia del rosso», a novembre 2026, e «Antigonick», rivisitazione dell'Antigone di Sofocle, nella primavera 2027. Sono entrambi il proseguimento di quel dialogo con i classici che l'Accademia Svedese ha indicato come il cuore del suo Nobel.
Anne Carson, la poetessa canadese di settantasei anni, ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura 2026. L'Accademia Svedese l'ha riconosciuta per "la sua audace e inventiva opera che, in un giocoso dialogo con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea". La notizia le è arrivata mentre si trovava in Islanda, intenta ad ascoltare il vento, poco prima dell'annuncio ufficiale. Ingrid Carlberg, segretaria permanente dell'Accademia, ha parlato con lei al telefono e ha percepito dalla sua voce sorpresa e felicità genuina.
Ciò che rende subito singolare questa vittoria è la decisione di Carson riguardo ai dodici milioni di corone svedesi del premio. In un'intervista pubblicata sul sito ufficiale dei Nobel, seduta nella sua casa di Reykjavík accanto al marito Robert Currie, ha spiegato che intende donare il denaro in beneficenza. Ha menzionato un amico che ha bisogno di una casa e ha sottolineato il suo impegno costante verso organizzazioni come Medici Senza Frontiere. Quando le è stato chiesto come avrebbe festeggiato, ha risposto che avrebbe fatto una passeggiata nei boschi per evitare di dover rispondere al telefono, e lì avrebbe potuto ascoltare il silenzio.
Carson è la diciannovesima donna a vincere il Nobel per la Letteratura e la seconda scrittrice canadese dopo Alice Munro, che lo vinse nel 2013. Nata a Toronto nel 1950, ha studiato lettere classiche e ha costruito una carriera straordinaria come poetessa, saggista e traduttrice dal greco antico, insegnando in varie università. La sua ossessione per l'etimologia, per la cultura antica e per i personaggi mitologici—in particolare Saffo, Edipo, Gerione ed Euripide—ha permeato tutta la sua opera. Ha esordito nel 1986 con "Eros il dolceamaro", un'esplorazione della natura del desiderio attraverso i versi di Saffo e la filosofia platonica. La sua raccolta poetica più importante, "Vetro, Ironia e Dio", è arrivata nel 1995 e contiene uno dei suoi testi più amati, una riflessione sul dolore per la fine di una storia d'amore.
L'opera che molti considerano il suo capolavoro è "Autobiografia del rosso", un romanzo in versi pubblicato per la prima volta in Italia nel 2000 da Bompiani e ripubblicato nel 2020 da La Nave di Teseo. In questo libro, Carson reinterpreta il mito di Eracle e Gerione trasformando quest'ultimo in un adolescente vulnerabile dei giorni nostri, con ingombranti ali rosse sulla schiena, che si confronta con l'omosessualità. "La bellezza del marito. Un saggio romanzo in 29 tanghi", pubblicato da La Tartaruga, racconta il fallimento di un matrimonio e le ha fruttato il T.S. Eliot Prize. In "Economia dell'imperduto", edito da Utopia Editore in collaborazione con la poetessa Antonella Anedda, riflette sul concetto di economia poetica intrecciando le biografie di Simonide di Ceo e Paul Celan. "The Albertine Workout", uscito nel 2019 da Edizioni Tlon, è un'opera singolare: dopo aver letto Proust in francese per sei anni, una pagina ogni mattina a colazione, Carson ha estratto dal romanzo tutto ciò che riguarda Albertine e l'ha riordinato per paragrafo. Il nome di Albertine compare duemilatrecentosessantatre volte nel romanzo, più di qualsiasi altro personaggio, ed è presente o nominata in ottocentosette pagine.
Carson ha pubblicato oltre venti libri ed è stata nominata membro dell'Ordine del Canada nel 2005. Ha vinto numerosi premi, tra cui due Griffin Poetry Prize, il Premio Principessa delle Asturie nel 2020 e la MacArthur Fellowship. In Italia le sue opere sono state pubblicate da editori come La Nave di Teseo, La Tartaruga, Crocetti, Utopia, Tlon, Bompiani e Donzelli. Nel 2010 Donzelli ha pubblicato "Antropologia dell'acqua. Riflessioni sulla natura liquida del linguaggio". Nel 2025 Utopia Editore ha pubblicato "La Norma sbagliata", una raccolta di versi e prose poetiche che attraversa il viaggio letterario tra quotidianità e mito, tra la fugacità dell'ordinario e l'immutabilità del classico.
Due nuovi libri di Carson sono attesi in Italia nei prossimi mesi. A fine novembre 2026, La Nave di Teseo pubblicherà "Red Doc>", il seguito di "Autobiografia del rosso", in cui la poetessa accompagna Gerione—qui chiamato semplicemente "G"—verso l'età adulta, guidandolo attraverso i complessi labirinti della modernità in una miscela straordinariamente originale di poesia, dramma e narrazione. Per la primavera 2027, Crocetti pubblicherà "Antigonick", una rivisitazione della tragedia di Sofocle "Antigone" a cui Carson dà nuova vita. Questi due titoli rappresentano il proseguimento del suo dialogo creativo con la tradizione classica, il medesimo dialogo che l'Accademia Svedese ha riconosciuto come la ragione fondamentale del suo premio.
Citazioni salienti
La realtà è un suono, devi sintonizzarti su di esso, non continuare a urlare— Anne Carson, da "Autobiografia del rosso"
Abbiamo un amico che ha bisogno di una casa e diamo sempre molto a organizzazioni come Medici Senza Frontiere— Anne Carson, sulla destinazione del premio Nobel