Almeno otto morti nel raid russo su Kramatorsk, 56 i feriti

Almeno 8 persone uccise nel raid, tra cui una minorenne di 17 anni, due sorelle di 14 anni e un bambino di 8 mesi; 56 feriti totali.
Otto morti e 56 feriti, tra cui un bambino di otto mesi
Il bilancio dell'attacco russo al ristorante di Kramatorsk confermato dall'ufficio del procuratore generale ucraino.
Mark

Cosa sappiamo esattamente di chi è stato colpito in quel ristorante?

Mimi

L'ufficio del procuratore generale ucraino ha confermato otto morti e 56 feriti. Tra i feriti c'è un bambino di otto mesi. Tre minori sono stati uccisi: una ragazza di diciassette anni e due sorelle di quattordici anni.

Luke

Quindi il numero dei morti è almeno otto — ma potrebbe aumentare? E come è stato confermato il numero dei feriti?

Mark

Perché Putin ha scelto proprio quel momento per parlare della Wagner?

Mimi

Perché l'ammutinamento era accaduto solo quattro giorni prima, il 24 giugno. Putin stava affermando che le forze di sicurezza russe avevano impedito una guerra civile. Voleva mostrare che la situazione era sotto controllo.

Luke

Ma cosa intende esattamente per «guerra civile»? È una valutazione credibile o una caratterizzazione del regime? E come sappiamo che nessuna unità è stata ritirata dall'Ucraina?

Mark

Quanto denaro aveva ricevuto la Wagner?

Mimi

Ottantasei miliardi di rubli nell'ultimo anno — circa 900 milioni di franchi svizzeri.

Luke

Quel numero viene da Putin stesso, quindi è una cifra che il regime vuole comunicare. Non sappiamo se sia verificabile da fonti indipendenti.

Mark

Cosa significa che Putin era preoccupato per i furti?

Mimi

Stava suggerendo che durante l'ammutinamento potevano essere stati rubati soldi o equipaggiamento. Ha ordinato controlli per verificare.

Luke

Ma non sappiamo se effettivamente qualcosa sia stato rubato, o se fosse solo una preoccupazione teorica.

  • Un missile russo ha trasformato un ristorante affollato di Kramatorsk in un cumulo di macerie, uccidendo otto persone — tra cui gemelle quattordicenni e un neonato di otto mesi — e ferendo altre 56.
  • I soccorritori continuano a scavare tra i detriti mentre il bilancio delle vittime cresce ora dopo ora, con tre minori già confermati tra i morti.
  • A poche ore dall'attacco, Putin si presenta in piazza al Cremlino per celebrare le forze di sicurezza che hanno soffocato la rivolta Wagner, rivendicando di aver salvato la Russia da una guerra civile.
  • Il Cremlino sostiene di non aver spostato alcuna unità militare dall'Ucraina per gestire la crisi interna, cercando di proiettare un'immagine di controllo totale su entrambi i fronti.
  • L'ammutinamento di Prigozhin, costato allo Stato russo 86 miliardi di rubli in finanziamenti alla Wagner, si chiude con un minuto di silenzio ordinato da Putin — mentre i civili ucraini continuano a morire senza cerimonie.

Nel cuore di una guerra che non risparmia nessuno, un ristorante di Kramatorsk è diventato il 28 giugno 2023 il simbolo del costo umano più insopportabile: otto vite spezzate, tra cui bambini, mentre a Mosca Putin celebrava la tenuta del suo potere dopo la breve rivolta del gruppo Wagner. Due crisi simultanee — una esterna, fatta di macerie e sangue civile, l'altra interna, fatta di ammutinamenti e controllo — rivelano la fragilità e la brutalità di un conflitto che non conosce confini tra il fronte e la vita quotidiana. La storia registra questo giorno come uno di quelli in cui la violenza di Stato e la retorica del potere si specchiano l'una nell'altra con inquietante chiarezza.

Il 28 giugno 2023, un attacco aereo russo ha colpito un ristorante nel centro di Kramatorsk, nel Donbas ucraino. Almeno otto persone hanno perso la vita e 56 sono rimaste ferite. Tra le vittime figurano tre minori: una ragazza di diciassette anni, due sorelle gemelle di quattordici anni e, tra i feriti più gravi, un bambino di appena otto mesi. L'ufficio del procuratore generale ucraino ha confermato i dati nelle prime ore del mattino, mentre i soccorritori continuavano a lavorare tra le macerie del locale.

Nello stesso giorno, a migliaia di chilometri di distanza, Vladimir Putin si rivolgeva alle forze armate e di sicurezza russe nella piazza della cattedrale del Cremlino. Il discorso era dedicato alla gestione della breve rivolta del gruppo Wagner, guidata da Yevgeny Prigozhin il 24 giugno. Putin ha descritto quell'episodio come una minaccia esistenziale per lo Stato russo, sostenendo che senza una risposta rapida il Paese avrebbe rischiato una guerra civile e che tutti i progressi militari in Ucraina sarebbero stati vanificati.

Il presidente russo ha tenuto a precisare che nessuna unità combattente è stata ritirata dall'Ucraina per fronteggiare la crisi interna, proiettando un'immagine di pieno controllo su entrambi i fronti. Ha anche annunciato verifiche sui beni della Wagner, dopo aver rivelato che lo Stato aveva finanziato il gruppo con 86 miliardi di rubli — circa 900 milioni di franchi svizzeri — nell'arco dell'ultimo anno. Tra il pubblico in piazza c'era il ministro della Difesa Shoigu, insieme ai vertici delle principali agenzie di sicurezza che avevano coordinato la repressione della rivolta.

Mentre Mosca celebrava la propria capacità di contenere la dissidenza interna con un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell'ammutinamento, i civili ucraini continuavano a pagare con la vita il prezzo di una guerra che non distingue tra soldati e bambini, tra ristoranti e campi di battaglia.

Un attacco aereo russo ha colpito un ristorante a Kramatorsk, uccidendo almeno otto persone e ferendone 56. Tra i feriti c'è un bambino di soli otto mesi. L'ufficio del procuratore generale ucraino ha confermato questi numeri nelle prime ore del mattino del 28 giugno. Tra le vittime figurano tre minori: una ragazza di diciassette anni e due sorelle gemelle di quattordici anni. Il bilancio delle perdite umane continua a emergere mentre i soccorritori lavorano tra le macerie del locale.

Nello stesso giorno, a Mosca, il presidente Vladimir Putin si è rivolto ai reparti dell'esercito e delle forze di sicurezza nella piazza della cattedrale del Cremlino. Putin ha inquadrato gli eventi del fine settimana precedente — la breve rivolta del gruppo Wagner guidata da Yevgeny Prigozhin — come un momento critico per la stabilità dello Stato. Secondo il leader russo, senza l'intervento militare e di sicurezza, il Paese avrebbe rischiato una guerra civile. Ha sostenuto che tutti i guadagni militari ottenuti fino a quel momento in Ucraina sarebbero stati compromessi se la ribellione non fosse stata fermata rapidamente.

Putin ha sottolineato che la Russia non ha dovuto spostare unità militari dalle zone di combattimento in Ucraina per affrontare la crisi interna della Wagner. Questa affermazione suggerisce che le forze disponibili sul territorio russo erano sufficienti per contenere la situazione senza indebolire lo sforzo bellico. Ha anche espresso preoccupazione per possibili furti di risorse durante l'ammutinamento, ordinando controlli appropriati. Nel corso dell'ultimo anno, lo Stato russo aveva finanziato la Wagner con un totale di 86 miliardi di rubli, equivalenti a circa 900 milioni di franchi svizzeri.

Putin ha chiesto un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell'ammutinamento della Wagner del 24 giugno. Tra i presenti nella piazza c'era il ministro della Difesa Sergei Shoigu, insieme a rappresentanti del ministero della Difesa, della Guardia nazionale russa, dell'Fsb, del ministero dell'interno e dell'Ust — le agenzie che avevano coordinato la repressione della rivolta.

L'attacco a Kramatorsk e le dichiarazioni di Putin riflettono due crisi simultanee che hanno scosso la Russia in quel periodo: la perdita di vite civili nel conflitto ucraino e l'instabilità interna rappresentata dalla breve ma significativa sfida al controllo presidenziale. Mentre il regime celebrava la sua capacità di contenere la minaccia interna, i civili ucraini continuavano a pagare il prezzo della guerra con il sangue.

Se non fosse stato fermato l'ammutinamento della Wagner nel fine settimana tutti i risultati ottenuti finora nel conflitto in Ucraina sarebbero andati perduti
— Vladimir Putin
La Russia non ha dovuto rimuovere unità militari dalle zone di combattimento in Ucraina per affrontare l'ammutinamento della Wagner
— Vladimir Putin
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