A Genova decima edizione di Book Pride, fiera dell'editoria indipendente

L'editoria indipendente accende una biodiversità che i grandi gruppi non possono offrire
Silvio Viale spiega perché Book Pride rappresenta una difesa necessaria del pluralismo editoriale italiano.
Mark

Perché Book Pride è importante proprio adesso, quando tutti leggono su schermi?

Mimi

Perché l'editoria indipendente sta perdendo spazio nel mercato. I grandi gruppi controllano sempre più titoli, e le piccole case editrici faticano a trovare lettori. Book Pride accende i riflettori su quella biodiversità — editori che pubblicano cose che i grandi non pubblicherebbero mai.

Luke

Ma quanta quota di mercato hanno perso, esattamente? L'articolo dice che hanno perso quote, ma non dà numeri.

Mimi

È vero, non ci sono dati precisi. Sappiamo che il problema esiste — Viale lo nomina esplicitamente — ma la dimensione esatta del danno non è quantificata.

Mark

E i giovani? L'assessore dice che i giovani sanno riconoscere le fonti. È davvero così?

Mimi

Montanari lo sostiene, e lo dice con una certa convinzione. Vede nei giovani una capacità di distinguere tra informazione affidabile e no, e una continuità di interesse per i libri fisici.

Luke

Ma è un'osservazione o uno studio? Sembra più una speranza che una conclusione basata su dati.

Mimi

Esatto. È una posizione, una visione di quello che dovrebbe accadere. Non è supportata da ricerca citata nell'articolo.

Mark

Allora cosa sappiamo di sicuro?

Mimi

Che ci sono cento editori a Genova fino a domenica, centocinquanta eventi, e che la Regione sta investendo in sezioni tematiche e formazione per insegnanti.

Luke

E la rassegna Acrobate dedicata alle donne — è una novità di quest'anno?

Mimi

L'articolo non lo dice esplicitamente. Ferro la menziona come parte del programma di quest'anno, ma non chiarisce se è nuova o ricorrente.

Mark

Quindi quello che vediamo è una manifestazione consolidata — decima edizione — che continua a cercare di dare visibilità a chi il mercato tende a escludere.

Mimi

Esattamente. E gli amministratori credono che questo abbia valore civico, non solo commerciale.

  • L'editoria indipendente italiana perde terreno ogni anno rispetto ai grandi gruppi, e Book Pride nasce proprio per rendere visibile ciò che rischia di sparire nel silenzio del mercato.
  • Cento case editrici e centocinquanta eventi si concentrano in un solo palazzo per due giorni: una densità culturale che crea fermento, incontri imprevisti e discussioni che raramente trovano spazio altrove.
  • Le istituzioni — Comune, Regione e Fondazione Palazzo Ducale — si schierano apertamente a fianco degli editori indipendenti, investendo in formazione per insegnanti, percorsi per giovani lettori e una rassegna dedicata all'editoria femminile.
  • La fiducia nelle nuove generazioni emerge come filo conduttore: i giovani, secondo gli organizzatori, sanno ancora distinguere le fonti affidabili e continuano a scegliere il libro come strumento di conoscenza profonda.
  • Book Pride si chiude domenica 11 ottobre lasciando aperta una domanda collettiva: in un ecosistema editoriale sempre più concentrato, quanta biodiversità siamo disposti a difendere?

Nel cuore storico di Genova, Palazzo Ducale accoglie per la decima volta Book Pride, la fiera che dà voce agli editori indipendenti italiani in un momento in cui i grandi gruppi editoriali continuano ad assorbire quote crescenti del mercato del libro. La manifestazione non è soltanto una vetrina commerciale, ma un atto di resistenza culturale: ricordare che la pluralità delle voci — quelle piccole, quelle laterali, quelle scomode — è il fondamento stesso di una democrazia viva. Fino all'11 ottobre, circa cento case editrici e centocinquanta eventi trasformano il palazzo in un luogo dove la biodiversità del pensiero scritto trova, almeno per un fine settimana, il suo spazio.

Sabato ha aperto a Genova la decima edizione di Book Pride, la fiera nazionale dell'editoria indipendente ospitata a Palazzo Ducale fino all'11 ottobre. Circa cento case editrici e centocinquanta eventi — presentazioni, incontri, discussioni — hanno trasformato il palazzo in un punto di raccolta per tutto ciò che nel mondo del libro italiano vive al di fuori dei grandi gruppi editoriali.

Silvio Viale, presidente dell'associazione Torino, la Città del Libro, ha messo a fuoco il senso della manifestazione: l'editoria indipendente continua a perdere quote di mercato, e Book Pride serve a illuminare quella biodiversità di voci e prospettive che rischia di scomparire quando le piccole case editrici chiudono. Con loro svaniscono anche i messaggi diversi, le narrazioni alternative, l'attenzione a lettori che i grandi gruppi considerano marginali.

L'assessore alla cultura del Comune di Genova, Giacomo Montanari, ha ricordato che i libri restano strumenti fondamentali per una democrazia funzionante, capaci di formare cittadini che leggono in profondità e ragionano. Ha espresso fiducia nelle nuove generazioni, convinto che i giovani sappiano ancora riconoscere le fonti affidabili e valorizzare il libro — che definisce la più grande rivoluzione nella storia della comunicazione.

La Regione Liguria ha portato a Book Pride un programma articolato: oltre ai cento marchi editoriali presenti, la vicepresidente Simona Ferro ha illustrato un focus dedicato ai giovani lettori, percorsi di formazione per insegnanti e la rassegna Acrobate, interamente dedicata alle donne e all'editoria femminile. Sara Armella, presidente della Fondazione Palazzo Ducale, ha chiuso gli interventi inaugurali definendo la fiera una festa condivisa tra pubblico, lettori e scrittori, e ribadendo la vocazione del palazzo a essere casa della cultura aperta tutto l'anno, con l'obiettivo di formare una cittadinanza critica e consapevole.

Palazzo Ducale a Genova ha aperto le porte sabato alla decima edizione di Book Pride, la fiera nazionale dedicata all'editoria indipendente. Fino a domenica 11 ottobre, lo spazio ospita circa cento case editrici e centocinquanta eventi tra presentazioni, incontri e discussioni. È un'occasione rara per vedere riuniti in un unico luogo gli editori che operano al di fuori dei grandi gruppi editoriali, quelli che negli ultimi anni hanno visto restringersi il loro spazio nel mercato del libro italiano.

Silvio Viale, presidente dell'associazione Torino, la Città del Libro, ha spiegato il senso di questa manifestazione con chiarezza: l'editoria indipendente continua a perdere terreno rispetto ai colossi del settore, e Book Pride rappresenta un modo per illuminare quella che lui chiama una biodiversità essenziale. Quando le piccole case editrici scompaiono, scompaiono anche i messaggi diversi, le prospettive alternative, l'attenzione a segmenti di mercato che i grandi gruppi considerano marginali. Palazzo Ducale, ha aggiunto Viale, è stato un partner straordinario per questa edizione.

L'amministrazione comunale vede nella manifestazione un'occasione per riflettere sul ruolo dei libri nella società contemporanea. Giacomo Montanari, assessore alla cultura del Comune di Genova, ha sottolineato come i libri rimangono uno strumenti fondamentali per una democrazia che funziona: permettono ai cittadini di informarsi, di leggere in profondità, di ragionare. L'editoria indipendente, ha continuato, offre una straordinaria pluralità di stimoli e proposte. Montanari ha anche espresso fiducia nei giovani, osservando che le nuove generazioni sanno riconoscere le fonti affidabili e continuano a valorizzare gli strumenti analogici come il libro, che rimane, a suo giudizio, la più grande rivoluzione nella storia della comunicazione.

La Regione Liguria ha investito nella promozione della lettura attraverso sezioni tematiche dedicate a diversi pubblici. Simona Ferro, vicepresidente e assessora regionale alla Cultura, ha ricordato il successo dello stand ligure al Salone del Libro di Torino e ha illustrato i contenuti di questa edizione genovese: oltre cento marchi editoriali presenti, un focus specifico rivolto ai giovani lettori, percorsi di formazione per gli insegnanti, e una rassegna intitolata Acrobate dedicata alle donne e all'editoria femminile.

Sara Armella, presidente della Fondazione Palazzo Ducale, ha concluso gli interventi inaugurali descrivendo Book Pride come una festa condivisa da pubblico, lettori e scrittori. Ha ribadito che Palazzo Ducale si propone come casa della cultura aperta a tutte le generazioni per tutto l'anno, con l'obiettivo di formare una cittadinanza critica e consapevole. La manifestazione continuerà fino a domenica, offrendo ai visitatori l'opportunità di scoprire editori, incontrare autori e partecipare a discussioni su temi che vanno dalla letteratura alla saggistica, dalla poesia ai fumetti indipendenti.

L'editoria indipendente ha perso quote di mercato rispetto ai grandi gruppi, ma Book Pride accende un faro sulla biodiversità e sulla differenza di messaggi nel settore
— Silvio Viale, presidente dell'associazione Torino, la Città del Libro
I libri rimangono uno degli strumenti più fondamentali in una società democratica, e l'editoria indipendente offre una pluralità straordinaria di stimoli
— Giacomo Montanari, assessore comunale alla cultura
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